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La poesia di Mary Oliver: Natura e Consapevolezza

Mary Oliver, primavera, fioritura, meditazione

Mary Oliver non è solo una poetessa, è un faro di consapevolezza, capace di guidarci verso una connessione profonda con la natura e con noi stessi. La sua scrittura ci invita a esplorare il mondo con occhi nuovi, celebrando i piccoli dettagli della vita quotidiana.

 

Scopri come la poesia di Mary Oliver può ispirarti a riconnetterti con la bellezza della natura e a vivere ogni momento con intenzione e gioia.

 


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Poesia: Fioritura

Ad aprile

i laghi

si aprono

come fiori neri,

la luna

nuota in ognuno;

c'è fuoco

ovunque: rane che gridano

il loro desiderio,

il loro appagamento. Ciò

che sappiamo: che il tempo

ci fa tutti a pezzi come una zappa

di ferro, che la morte

è uno stato di paralisi. Ciò

a cui aneliamo: la gioia

prima della morte, notti

nella palude - tutto il resto

può aspettare ma non

questa spinta

dalla radice

del corpo. Ciò 

che sappiamo: siamo di più

del sangue - siamo di più

della nostra fame eppure

apparteniamo

alla luna e quando i laghi

si aprono, quando l'incendio

inizia il più

ponderato tra noi sogna

di correre giù

dentro i petali neri

dentro il fuoco,

dentro la notte in cui il tempo giace a pezzi,

dentro il corpo di un altro.

 

"Fioritura" di Mary Oliver, tratta da Primitivo americano, a cura e con traduzione di Paola Loreto, Einaudi 2023

 

La gioia prima della morte

La poesia di Mary Oliver esercita un potere ineguagliabile nel risvegliare la consapevolezza verso la vita e la sua impermanenza. Da dieci anni, da quando ho ascoltato per la prima volta una sua poesia recitata durante un sangha di meditazione, sono una sua grande ammiratrice. Con l'arrivo della primavera, sento il bisogno di tornare a leggere una delle sue opere più significative: "Fioritura", in originale "Blossoms", estratta dall'unico libro della poetessa tradotto in italiano. Questa poesia simboleggia la vita che esplode in tutte le sue forme, con il fuoco e il desiderio che permeano ogni verso, invitandoci a riflettere sulla bellezza e sull'effimero dell'esistenza.

 

L'inizio di questo testo è particolarmente evocativo. Le immagini dei laghi che si aprono "come fiori neri" e della luna che "nuota in ognuno", mi spingono a riflettere sulla connessione intrinseca che abbiamo con il mondo naturale. Passeggiare consapevolmente nella natura, attorno ai laghi, durante le "fughe" dalla città, mi fa sentire parte di qualcosa di più grande, in armonia con ogni albero e ogni essere vivente. La poesia di Mary Oliver cattura questa interdipendenza , quel senso di appartenenza che è fondamentale nella pratica di mindfulness. "Apparteniamo alla luna", siamo tutti parte di un vasto tessuto di vita, e riconoscerlo mi riempie il cuore di gratitudine.

 

Una delle riflessioni più potenti che emerge dalla poesia è il tema dell’impermanenza. Oliver ci ricorda che il tempo può "farci a pezzi", e questa consapevolezza risuona profondamente con la mia esperienza di meditazione. Ogni volta che mi siedo in silenzio, sento il flusso incessante dei pensieri, delle emozioni e delle esperienze che si susseguono. La filosofia buddista parla di anicca, il concetto di impermanenza, e mi ritrovo a meditare su come ogni momento sia fugace e prezioso. Ogni respiro diventa un’opportunità per abbracciare la vita nella sua totalità, per riconoscere che ogni attimo è un dono.

 

Quando la poetessa descrive le "rane che gridano il loro desiderio, il loro appagamento", mi ricorda la dualità della vita che ho imparato a conoscere. Praticando e studiando la mindfulness, ho scoperto che i desideri possono essere sia una fonte di sofferenza che di gioia. Abbracciare i miei desideri, accettarli senza giudizio, mi ha permesso di trovare una forma di appagamento nel presente, proprio come le rane cantano la loro gioia. È un invito a vivere con consapevolezza, a riconoscere le mie necessità e a trovare felicità nei piccoli momenti quotidiani.

 

 Ciò a cui aneliamo è  "la gioia prima della morte" , questa frase è diventata il mio mantra personale, invitandomi a cercare la bellezza anche nei momenti difficili. La gioia, non è solo un'emozione, ma una scelta consapevole, un atto di resistenza contro la caducità del tempo.

 

La frase "tutto il resto può aspettare" mi fa riflettere su quanto sia importante accettare la vita così com’è. Nella frenesia del quotidiano, ho imparato a fermarmi, a respirare e a essere presente. Questo è uno dei doni più preziosi che la mindfulness mi ha regalato: la capacità di vivere nel presente, di apprezzare la bellezza delle piccole cose. Ogni volta che mi prendo un momento per osservare un fiore che sboccia o ascoltare il canto degli uccelli, mi sento ancorato al qui e ora, e la mia mente si calma.

 

La poesia di Oliver non teme di affrontare le emozioni più profonde, e questo mi parla direttamente. La self-compassion, l’atto di accettare e abbracciare le mie esperienze senza giudizio, è diventata una parte fondamentale della mia vita. Quando riconosco il mio desiderio e la mia fame, sia emotiva che fisica, trovo la forza di prendermi cura di me stesso. Questo processo di autoaccettazione mi ha insegnato anche a estendere questa cura agli altri, a riconoscere che ognuno di noi è vulnerabile e merita di essere trattato con gentilezza.

 

Voce della Natura

Mary Oliver, una delle voci più amate della poesia contemporanea, è nata il 10 settembre 1935 a Maple Heights, un sobborgo di Cleveland, Ohio. La sua infanzia, segnata da un senso di isolamento e dalla difficoltà dei rapporti familiari, la portò a rifugiarsi nella natura, un tema centrale nelle sue opere. La sua poesia è un invito a esplorare la bellezza del mondo naturale e a riflettere sul nostro posto in esso, offrendo al contempo spunti di profonda consapevolezza e autocompassione.

 

La poetessa ha pubblicato oltre venti volumi di poesia, tra cui “American Primitive” (1983), che ha vinto il Premio Pulitzer, e “New and Selected Poems” (1992), che ha ricevuto il National Book Award. La sua scrittura è caratterizzata da uno stile semplice e diretto, ma carico di emozione e profondità. Le sue poesie spesso si concentrano su piccoli dettagli della natura, come gli uccelli, i fiori e le stagioni, creando un legame intimo tra l’essere umano e l’ambiente circostante.

 

Un altro dei suoi lavori più noti è "A Poetry Handbook", un saggio che esplora il processo creativo e l'arte di scrivere poesia. Oliver scrive con una passione contagiosa, invitando i lettori a scoprire e apprezzare il mondo attraverso i loro sensi.

 

Il rapporto di Oliver con la mindfulness e i principi buddisti è evidente nel suo approccio alla vita e alla scrittura. La poetessa ha spesso parlato dell'importanza di vivere nel momento presente e di trovare la bellezza nella quotidianità. La sua poesia invita alla contemplazione e all’osservazione, elementi chiave della pratica mindfulness.

 

In “Wild Geese”, una delle sue poesie più iconiche, Mary Oliver esprime l'idea che ognuno di noi ha un posto e un valore nel mondo, incoraggiando una forma di accettazione e compassione verso se stessi:

 

“Non deve esserci alcuna vergogna nel sentirsi soli,

perché l'amore è sempre in attesa,

pronto a riceverci e a dirci che siamo a casa.”

 

Questa poesia riflette la sua capacità di fondere la bellezza della natura con l’introspezione e la ricerca di significato, un tema comune nella tradizione buddista. 

 

Mary Oliver ha sempre mantenuto un profilo riservato, ma il suo amore per la natura e la vita semplice risuona in ogni parola che scrive. Ha condiviso che le sue passeggiate nei boschi e lungo le spiagge le hanno fornito ispirazione e chiarezza. La sua connessione con la natura non è solo un tema delle sue poesie, ma è anche un modo di vivere, un modo per praticare la mindfulness.

 

In una delle sue poesie meno note, “The Summer Day”, Mary Oliver si chiede:

 

“Qual è il tuo piano per questo straordinario mondo?”

 

Trovo meravigliosa questa domanda che ci invita a riflettere sulle nostre scelte e sulla nostra presenza nel mondo, sottolineando l'importanza di essere consapevoli e attivi nel nostro percorso di vita.

 

In questo video Mary Oliver legge " Wild Geese", durante un evento che si è tenuto il 15 ottobre 2012, presso il 92nd Street Y, un famoso centro culturale e comunitario situato a New York City.  E' straordinario ascoltare la poesia direttamente dalla voce della poetessa.  

Esercizi di bellezza

 

Trovando ispirazione nella poesia "Fioritura", ritagliamoci un momento per uscire nella natura, sia che si tratti di un parco, di un giardino o anche solo un balcone. Osserviamo attentamente ciò che ci circonda: i colori, i suoni, i profumi. Portiamo l'attenzione su come questi elementi ci fanno sentire.

 

Qual è un momento di bellezza che ho notato recentemente? Dov'è la bellezza ora in questo momento, intorno o dentro di me? Risiede in qualcosa che conosco oppure è dove non avevo mai considerato prima?   

 

Scriviamo le osservazioni e pensieri, e chiediamoci: come posso riconnettermi alla bellezza e scoprire il mio " lago" personale? come posso vivere con maggiore intenzione e gioia nei piccoli momenti? 

 

In questo mese di aprile, mentre la natura rinasce, lasciamo che le parole di Mary Oliver ci guidino verso una maggiore consapevolezza e un amore profondo per la vita.

 

 

 

 

 

Bibliografia

 

Mary Oliver. Primitivo americano, a cura e con traduzione di Paola Loreto, Einaudi 2023

Oliver, Mary. Wild Geese. In Dream Work. Boston: Beacon Press, 1986.

Oliver, Mary. The Summer Day. In New and Selected Poems. Boston: Beacon Press, 1992.

 



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